Dopo molti anni di progettazione e costruzione, Marcello Scarponi, ha finito il suo telescopio Newton da 1/2 metro di diametro e rapporto focale 4; ora veniva in qualche modo la parte più movimentata, IL TRASPORTO IN OSSERVATORIO.

Come si può vedere dalla foto questo telescopio non è dei più trasportabili avendo una montatura all'inglese alta più di tre metri; per trasportarlo abbiamo dovuto ricorrere ad un camion con gru. Certo vederlo lassù ci ha fatto un certo effetto, un simile colosso preso su "a gattino" è un po' inverosimile eppure, nonostante le dimensioni, il suo peso non è eccessivo, appena 400 Kg. Marcello ha sudato parecchio per costruirlo dovendo inventarsi tutto di sana pianta, meccanica, elettronica, FUOCHEGGIATURA, remotizzazione; vederlo li pronto per il trasporto ci dava una certa emozione.
Poi finalmente si è assestato sul pianale del camion e tutti quanti si sono rilassati un pochino: Alessandro Piobbico e Mirko Paracini facevano le foto (tutte quelle che vedete sono di Mirko), Vannio, Marcello e Paolo Fagotti imbracavano lo strumento per non perderlo alla prima curva (e ce ne erano !!!!...), Enzo, segretario apprezzatissimo, distribuiva cioccolate per festeggiare e tutti gli altri gustavano e guardavano la scena. Ora tutto era pronto per il trasporto, il telescopio legato, i conti per passare sotto l'arco di Porta Perlici erano stati fatti dai nostri migliori teorici: SI POTEVA PARTIRE.
Ecco la prova della curva !!!! .... tutto bene per fortuna, il telescopio era ben ancorato.
Nonostante la strada fosse di campagna ce la siamo cavata bene, andando un po' a rilento per non rischiare nulla dato che aspettavamo questo momento da molto tempo. Arrivati a destinazione ci siamo accorti che il braccio non era sufficiente a spingere il telescopio all'interno della sua cupola; abbiamo cercato di mettere il camion il più vicino possibile alla postazione per poter riuscire  a calare dall'alto il telescopio.
Con l'aiuto di tutti abbiamo cercato di metterlo in sede con i tiranti; fortunatamente la cupola era stata progettata in modo tale che la parete sud fosse removibile. Grazie a questo accorgimento, tirando da sotto come in fotografia, siamo riusciti a metterlo in sede. L'ultima vera fatica: abbiamo dovuto prenderlo su in 5 per collocarlo ben in piano secondo quanto previsto e anche se la gru ci dava una mano 5 ernie ci verranno sicuramente.
Eccolo finalmente in Posizione dopo tanta fatica. É stata veramente un'esperienza e sicuramente avremo qualcosa in più da raccontare; la cupola come potete notare anche nell'immagine sottostante è a scorrimento lineare ed ha verso nord la postazione computer intorno alla quale scorre il tetto della cupola vera e propria quando il telescopio deve          
lavorare. Rimontato il lato sud della cupola la nostra opera era finita: un ringraziamento a tutti quelli che hanno reso possibile tutto ciò.