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ARTICOLO 2

(Compiti della Regione)

1. La Regione concorre all’attuazione del piano energetico nazionale,

mediante la promozione di iniziative finalizzate all’adeguamento degli

impianti di illuminazione esterna esistenti, in conformità alle prescrizioni

della presente legge e dei piani per l’illuminazione di cui all’articolo 3.

2. La Regione provvede inoltre, nell’ambito delle attività di educazione

ambientale, alla divulgazione delle informazioni sull’inquinamento

luminoso, all’aggiornamento tecnico professionale del personale delle

pubbliche amministrazioni dotate di competenza in materia, nonché alla

erogazione di incentivi per l’adeguamento degli impianti di illuminazione

esterna esistenti.

3. La Regione provvede altresì ad un periodico monitoraggio

dell’inquinamento luminoso, avvalendosi del supporto tecnico dell’ARPA

nonché della collaborazione di istituzioni scientifiche operanti in materia di

inquinamento luminoso.

4. La Regione, entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge,

adotta un regolamento per disciplinare l’attività in materia di prevenzione e

riduzione dell’inquinamento luminoso con il quale provvede, in particolare, a

definire:

a) i requisiti tecnici per la progettazione, l’installazione e la gestione degli

impianti di illuminazione esterna;

b) la tipologia degli impianti di illuminazione esterna, compresi quelli a

scopo pubblicitario, da assoggettare ad autorizzazione da parte

dell’amministrazione comunale e le relative procedure;

c) le modalità ed i termini per l’adeguamento degli impianti esistenti ai

requisiti tecnici di cui alla lettera a);

d) i criteri per la predisposizione del piano comunale dell’illuminazione

pubblica di cui all’articolo 3;

e) i criteri per l’individuazione e le misure da applicare nelle zone di

particolare protezione degli osservatori astronomici.

5. Anche ai fini della stesura del regolamento attuativo, tutti i nuovi impianti

di illuminazione pubblica e privata realizzati sul territorio regionale devono

essere realizzati secondo criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto

consumo energetico e devono quindi possedere, contemporaneamente, i

seguenti requisiti minimi:

a) apparecchi che, nella loro posizione di installazione, hanno una

distribuzione dell’intensità luminosa massima di 0 candele per 1000 lumen

per angoli gamma uguali a 90 gradi ed oltre;

b) lampade con la più alta efficienza possibile in relazione allo stato della

tecnologia e tenuto conto della specifica applicazione;

c) lunimanza media della superficie illuminata non superiore ad una

candela per metro quadrato ovvero, per gli impianti finalizzati alla sicurezza

di persone o cose, non superiore ai valori minimi prescritti dalle norme che

ne disciplinano l’illuminazione;

d) impiego, a parità di luminanza, di apparecchi che conseguano impegni

ridotti di potenza elettrica, condizioni ottimali di interasse dei punti luce e

ridotti costi manutentivi;

e) dispositivi in grado di ridurre entro le ore ventiquattro l’emissione di luce

in misura non inferiore al trenta per cento rispetto ai valori di pieno regime di

operatività.

ARTICOLO 3

(Compiti dei Comuni)

1. I Comuni, entro un anno dall’emanazione del Regolamento di cui

all’articolo 2 comma 4, si dotano di un Piano per l’illuminazione,

disciplinando le nuove installazioni in conformità al Regolamento stesso e ai

criteri di cui all’articolo 4,   e perseguendo i seguenti obiettivi:

a) riduzione dell’inquinamento luminoso;

b) risparmio energetico;

c) sicurezza del traffico veicolare e pedonale;

d) sicurezza dei cittadini;

e) ottimizzazione dei costi di esercizio e di manutenzione degli impianti.

2. Il Piano per l’illuminazione provvede altresì al censimento degli

osservatori astronomici professionali e non professionali, delimitando aree

di particolare sensibilità intorno alle strutture sede di osservatori astronomici

professionali e non professionali.

3. Dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui all’articolo 2 comma

4 i comuni assoggettano ad autorizzazione tutti gli impianti di illuminazione

esterna, pubblici e privati, verificando la conformità dei progetti e dei

capitolati ai criteri stabiliti dal regolamento stesso.

4. I Comuni provvedono altresì:

a) alla verifica, all’interno del perimetro delle aree di particolare sensibilità di

cui al comma 2, degli impianti esistenti non corrispondenti ai requisiti

prescritti con conseguente emanazione di provvedimenti idonei a garantirne

l’adeguamento, entro tre anni dalla data di entrata in vigore del regolamento

di cui all’articolo 2 comma 4, a partire dagli impianti maggiormente

inquinanti. Per gli osservatori astronomici professionali e non professionali

situati in centri abitati con popolazione superiore a ventimila abitanti, il piano

per l’illuminazione può prevedere termini diversi, dando priorità

all’adeguamento degli impianti esistenti maggiormente inquinanti;

b) all’emanazione di provvedimenti volti ad imporre la posa in opera di

schermature o dispositivi di protezione delle sorgenti altamente inquinanti in

accordo con le disposizioni del regolamento di cui all’articolo 2 comma 4;

c) all’applicazione delle sanzioni amministrative previste dall’articolo 6.

5. Il Piano per l’illuminazione per la eventuale parte concernente le aree di

particolare sensibilità, di cui al comma 2, che interessino il territorio di più

comuni limitrofi è redatto d’intesa tra i comuni interessati.

ARTICOLO 4

(Disciplina delle sorgenti luminose)

1. Dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui all’articolo 2 comma

4 è vietata su tutto il territorio regionale l’installazione di impianti di

illuminazione esterna, pubblici o privati, carenti dei requisiti

antinquinamento e ridotto consumo energetico previsti dal regolamento

stesso.

2. Le disposizioni della presente legge sono derogate ogni qualvolta la

riduzione dell’illuminazione costituisca pregiudizio per la sicurezza e

l’incolumità delle persone.

3. Le disposizioni della presente legge non si applicano:

a) alle sorgenti di luce interne schermate da strutture edilizie o elementi

architettonici, idonei a precludere l’irradiazione luminosa verso l’alto;

b) agli impianti di illuminazione esterna, costituiti da non più di dieci sorgenti

luminose con un flusso luminoso, per ciascuna sorgente, non superiore a

1500 lumen;

c) alle sorgenti occasionali e comunque attivate per manifestazioni di

carattere episodico o straordinario, non comportanti l’installazione di

impianti fissi.

ARTICOLO 5

(Contributi regionali)

1. La Regione concede ai comuni contributi per l’adeguamento ai criteri

tecnici previsti dal regolamento di cui all’articolo 2 comma 4 degli impianti di

illuminazione pubblica esterna esistenti, in misura non superiore al 60 per

cento della spesa ritenuta ammissibile, e tenuto conto della rilevanza delle

dimensioni degli impianti da adeguare.

ARTICOLO 6

(Sanzioni)

1. Chiunque pone in esercizio impianti non conformi ai criteri dettati dalla

presente legge ed al Piano comunale per l’illuminazione, qualora non

ottemperi alle prescrizioni del provvedimento emanato dal Comune

territorialmente competente, è assoggettato alla sanzione amministrativa da

250 euro a 500 euro per ogni punto luce, fermo restando l’obbligo di

adeguamento, salva la rimozione d’ufficio dell’impianto difforme in caso di

inadempienza.

2. La sanzione è elevata da 300 euro a 600 euro nei confronti di chi non

ottemperi alle prescrizioni comunali conseguenti l’accertamento della

violazione delle norme di cui all’articolo 3, comma 4, lett. a), e b), salvo

l’obbligo di adeguamento e rimozione d’ufficio dell’impianto difforme in caso

di inadempienza.

3. I proventi delle sanzioni di cui ai precedenti commi sono destinati dai

comuni all’adeguamento degli impianti di illuminazione pubblica alle

disposizioni dettate dalla presente legge.

ARTICOLO 7

(Norma finale)

1. In sede di prima applicazione della presente legge gli osservatori

astronomici professionali e non professionali sono quelli elencati

nell’Allegato “A”.

Legge n. 20 del 28 febbraio 2005

LEGGE REGIONALE N. 20 DEL 28-02-2005

REGIONE UMBRIA

«Norme in materia di prevenzione dall’inquinamento luminoso e risparmio energetico».

Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE UMBRIA

N. 12

del 16 marzo 2005

IL CONSIGLIO REGIONALE

ha approvato.

LA PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

PROMULGA

la seguente legge:

sopra della linea dell’orizzonte.

ARTICOLO 1

(Finalità, definizione e campo di applicazione)

1. La presente legge ha lo scopo di limitare l’inquinamento luminoso ed i

consumi energetici derivanti dalla illuminazione esterna anche al fine di

consentire lo sviluppo dell’attività di ricerca scientifica e divulgativa degli

osservatori astronomici pubblici e privati, nonché la godibilità del cielo

stellato che costituisce componente del patrimonio paesaggistico del

territorio regionale.

2. Agli effetti della presente legge costituisce inquinamento luminoso ogni

forma di irradiazione di luce artificiale che si disperda al di fuori delle aree a

cui essa è funzionalmente dedicata o, in ogni caso, che sia diretta al di

ARTICOLO 8

(Norma finanziaria)

1. Per l’esercizio 2005 e successivi al finanziamento degli interventi di

promozione, divulgazione e aggiornamento professionale di cui all’articolo 2

si provvede con l’imputazione alla unità previsionale di base 05.1.011

denominata “Attività ed interventi per la tutela ed il risanamento dell’aria” del

bilancio regionale di previsione (cap. 5818 n.i.).

2. Per l’anno 2005 e successivi al finanziamento dei contributi di cui

all’articolo 5 si provvede con imputazione alla unità previsionale di base

05.2.006 denominata “Attività ed interventi per il risanamento dell’aria” del

bilancio regionale di previsione (cap. 9090 n.i.).

3. L’entità della spesa è determinata annualmente con la legge finanziaria

regionale, ai sensi dell’articolo 27, comma 3, lett. c) della vigente legge

regionale di contabilità.

4. La Giunta Regionale, a norma della vigente legge regionale di contabilità,

è autorizzata ad apportare le conseguenti variazioni di cui al comma

precedente, sia in termini di competenza che di cassa.

Formula Finale:

La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della

Regione.

 

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come

legge della Regione Umbria.

 

Data a Perugia, addì 28 febbraio 2005

 

LORENZETTI

ALLEGATO 1:

Allegato A

ARTICOLO 1

Osservatori Astronomici nella Regione Umbria

PROFESSIONALI

Osservatorio Astronomico dell’Università di Perugia – Via Bonfigli –  

Perugia

Osservatorio Astronomico della Regione Umbria – Università di Perugia

presso

il Comune di Montone – Frazione di COLOTI

NON PROFESSIONALI

Osservatorio Astronomico di Armenzano – ARMENZANO –ASSISI

Osservatorio Astronomico di PORZIANO - ASSISI

Osservatorio Astronomico di Todi – PIAN DI PORTO - TODI

Osservatorio Astronomico Comunale – Via Bolletta - FOLIGNO

Osservatorio Astronomico di Scheggia - SCHEGGIA

Osservatorio Astronomico Floating World – RAPICCIANO - SPOLETO

Osservatorio Astronomico di Sant’Erasmo - SANT’ERASMO – TERNI

Team Santa Lucia – STRONCONE – TERNI

Osservatorio Astronomico di Polino – POLINO - TERNI

 

Note:

LAVORI PREPARATORI

Proposta di legge:

- di iniziativa dei Consiglieri Ripa di Meana e Baiardini, depositata alla

Presidenza del Consiglio regionale il 28 dicembre 2001, atto consiliare n.

1012 (VIIa Legislatura).

- Assegnato per il parere alla Commissione consiliare permanente IIa

“Attività economiche – assetto e utilizzazione del territorio – ambiente e

infrastrutture – formazione professionale”, il 7 gennaio 2002.

Proposta di legge:

- di iniziativa del Consigliere Sebastiani, depositata alla Presidenza del

Consiglio regionale il 28 dicembre 2001, atto consiliare n. 1016 (VIIa

Legislatura).

- Assegnato per il parere alla Commissione consiliare permanente IIa

“Attività economiche – assetto e utilizzazione del territorio – ambiente e

infrastrutture – formazione professionale”, il 7 gennaio 2002.

- La IIa Commissione consiliare permanente ha effettuato sull’argomento

un’audizione che si è svolta il 12 maggio 2003 e ha abbinato la discussione

sugli atti, adottando quale testo base quello di iniziativa dei Consiglieri Ripa

di Meana e Baiardini.

- Testo licenziato dalla IIa Commissione consiliare permanente il 7 febbraio

2005, con parere e relazioni illustrate oralmente dal Consigliere Baiardini

per la maggioranza e dal Vice Presidente Melasecche per la minoranza

(Atto n. 1012-1016/BIS).

- Esaminato ed approvato dal Consiglio regionale, con emendamenti, nella

seduta del 16 febbraio 2005, deliberazione n. 483.

AVVERTENZA – Il testo della legge viene pubblicato con l’aggiunta delle

note redatte dalla Segreteria generale della Presidenza della Giunta

regionale (Servizio Relazioni con il Consiglio regionale – Promulgazione

leggi ed emanazione regolamenti e decreti – B.U.R. e Sistema Archivistico –

Sezione Promulgazione leggi, emanazione regolamenti e decreti, relazioni

con il Consiglio regionale), ai sensi dell’art. 8, commi 1, 3 e 4 della legge

regionale 20 dicembre 2000, n. 39, al solo scopo di facilitare la lettura delle

disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano

invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

NOTE (AL TESTO DELLA LEGGE)

Nota all’art. 8, commi 3 e 4:

- Il testo dell’art. 27, comma 3, lett. c), della legge regionale 28 febbraio

2000, n. 13, recante “Disciplina generale della programmazione, del

bilancio, dell’ordinamento contabile e dei controlli interni della Regione

dell’Umbria” (pubblicata nel S.O. al B.U.R. 2 marzo 2000, n. 11), è il

seguente:

«Art. 27.

Legge finanziaria regionale.

Omissis.

3. La legge finanziaria regionale stabilisce:

Omissis;

c) la determinazione, in apposita tabella, della quota da iscrivere nel

bilancio di ciascuno degli anni considerati dal bilancio pluriennale per le

leggi regionali di spesa permanente, la cui quantificazione è espressamente

rinviata alla legge finanziaria regionale;

Omissis.».